Scatti spaiati

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Avete frugato nei miei calzini *loading* volte

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venerdì, 03 luglio 2009
Si saldi chi può

Telefona il commercialista in persona.
E si sa che le sue telefonate non sono mai accolte senza un presagio di sventura dalla sottoscritta.
Commercialista: oh, Spaiata, come andiamo?
Spaiata: prima di sentirla decisamente meglio. Mi aspetto la mazzata da un momento all’altro. Lo faccia alla svelta.
Commercialista: lei è congrua.
Spaiata: non tergiversi, aspetto di sapere se sono congrue le tasse con il saldo in banca.
Commercialista: non sono ancora pronte, glielo comunico…. No, aspetti, magari riesco a dirle subito l’importo.
Spaiata: anche no, così passo il fine settimana con l’illusione di potermi permettere un giro di saldi.
Commercialista: oh, male, male, male.
Spaiata: oddioddioddio, parli, dica la cifra.
Commercialista: Compensa. L’F24 è zero. Dicevo male perché ho battuto il ginocchio.
Spaiata: ussignur,io rischio l'infarto, ma lei tutta la sua personcina facendo così.
 

Postato da: calzinospaiato alle 16:18 | link | commenti |
it s a good day

Il MIO pomeriggio

Oggi pomeriggio mi son data malata. Non era del tutto una bugia, lo sono davvero, ma mica moribonda da non poter portare il culo in ufficio. In verità, una volta ogni due anni, mi capita di non trovare un motivo sufficiente per andarci e godermi invece un pomeriggio spezza settimana di cavoli miei. Tipo smontare le decorazioni di Natale ancora – giuro – appese sopra la finestra. Tipo ore dedicate al totale sradicamento del pelo superfluo, attività sottovalutata come scaccia ansia. Tipo schiacciare un pisolino con la gatta capendo finalmente l’importanza di avere delle persiane (ed io che volevo eliminarle). Nel mezzo del MIO pomeriggio, telefona l’Incomprensibile. Avendo un’ora libera avrebbe tanto desiderato smaronarmi con la scusa di fare una fattura richiedendo quindi  la mia presenza in ufficio. Ecco, tra le tante cose, non capisco perché la fattura non puoi fartela in solitudine. Non comprendo perché, pur avendo la mia stessa età, non stai sereno ed invece passi la tua vita a prendertela con chiunque per banalissimi motivi. Incomprensibilmente arrabbiato col mondo, astioso, rancoroso. E dire che i miei, i tuoi e persino l’uomo ti hanno già pesato e ti evitano come la peste bubbonica. Più di tutto ignoro come la sottoscritta non ti ci abbia ancora mandato a quel paese affollato. Nonostante di buoni motivi per farlo tu ne fornisci ogni volta di nuovi. Mentre mi appisolavo nel bel mezzo del MIO pomeriggio mi sono ritrovata sollevata: vivaddio io e te non abbiamo niente in comune, niente a che vedere l’una con l’altro se non una fattura. Che ti fai da solo perchè, a differenza tua, sono impegnata a stare serena.

Postato da: calzinospaiato alle 00:10 | link | commenti (2) |
no work team

giovedì, 02 luglio 2009
Confessioni

Il luogo comune vuole che il barista, complice una birra, sia il destinatario dei monologhi dei clienti che hanno necessità di parlare con un estraneo. Non si dice mai niente del contrario. In effetti è due mattine che sedendomi a fare colazione vengo investita da un pippone inesauribile sulle vicende sfortunose del barista, il quale mi ha eletta suo confessore privilegiato. Da oggi sullo sgabello c’è anche un biglietto con scritto “dalle 8.20 alle 8.40, sgabello privato spaito”, casomai mi venisse in mente di sedermi non a portata d’ascolto. A questo punto, se qualcuno fosse interessato, ricevo dalle 8 alle 9 al costo di un cappuccino.

Postato da: calzinospaiato alle 14:39 | link | commenti (4) |
varie ed eventuali

mercoledì, 01 luglio 2009
Farlo alla spaiata

Fare le cose spaiate vuol dire farle, ma non necessariamente nell’ordine di una persona sensata. Da sabato sono attanagliata da influenza. Il giro con la caldana a Villa Taranto in compagnia dei Calzafans ed il freddo dei 770 metri dalla pizzeria (chi c’era capisce) devono avermi dato il colpo di grazia. La genitrice, stanca di vedermi girare a mò di zombie mi ha spedita in farmacia. Mentre parlo coi miei decido di assumere sostanze antinfluenzali. Solo dopo leggo le istruzioni per l’uso. Ancora con la pasticca in bocca leggo di assumere le supposte due volte al dì.
Spaiata: sput…. Che schifo, mi son mangiata una supposta.
Genitrice: ussignur, passami il bugiardino.
Papà: argh, ho una supposta ciucciata sul mocassino.
Spaiata: è stato l’istinto del lama, scusa.
Genitrice: ma no, babbea, son pastiglie.
La Spaiata ne mette in bocca un’altra serena.
Genitrice: vanno assunte a stomaco pieno altrimenti provocano bla, bla, bla, bla.
Spaiata: sput…..
Papà: basta. Lo fai apposta di mirare ai mocassini?!!!
Genitrice: tieni, mangia una cicca e prendi ‘sta medicina.
Siamo proprio parenti.
 

Postato da: calzinospaiato alle 09:31 | link | commenti (11) |
no work team

martedì, 30 giugno 2009
Son cose

Bioro che, di fronte ad un praticello verde che è uno spettacolo, scatta una foto e la invia al marito a dimostrazione del fatto che bagnando il prato, l’erba cresce e rimane verde.
 
La sottoscritta che arriva trafelata con una medicazione al piede fatta con il nastro da imbianchino in mancanza di cerotti. Quando le donne obbiettano che potrebbe venirmi un’infezione rispondo, certa come solo una che ha ben fatto una cosa, che ci ho messo sotto anche la carta igienica e che è già stata testata in più occasioni. Silenzio generale.
 
La Stordita che, zona viale alberato d’ingresso, ci minaccia tutti tanto per mettere le cose in chiaro. Al primo che le scatta una foto metterà la digitale nel boffice, non importa in che senso d’entrata. I primi dieci minuti siamo rimasti basiti incapaci di contraddirla nei fatti, dopodiché mi si è scatenato prima Wozzz, mentre la sottoscritta – più cauta – ne ha fatta una a debita distanza, ma chiamandola con sfida.
 
Mentre camminiamo con il prof discutendo di cose serissime come l’opportunità di mettere le mutande o meno sotto alla gonna lunga, veniamo interrotte da una grassa risata. Amelia dopo aver soppesato con perizia tutto il davanzale della Stordita ed essersi assicurata incredula che siano tutte sue ha finalmente capito, all’età di tre anni, la differenza tra avere un decolté prosperoso ed avere un decolté, sentenziando che certo anche sua madre ne è munita, ma che sono piccole. Prof incassa con signorilità minacciando la figlia di rappresaglie future in età di sviluppo. Io giurerei di aver visto Mignolo ridere facendo l’indifferente.
 
Wozz che - pover’uomo – pur essendo stato rintronato di chiacchiere da pollaio per tutto il pomeriggio ha il coraggio di fermarsi anche per cena. Poco male, perché nell’organizzare la serata non avevamo tenuto per niente in considerazione che potesse non accettare.
 
Un compaesano che si ferma al bancomat del paese, notoriamente poco frequentato e ci trova una sospetta coda di turisti. Il giorno dopo in paese era l’argomento del giorno.
L’uomo che, pur essendomi tanto raccomandata, prima che  la Stordita salga in macchina per tornare a casa, facendo l’indifferente le soppesa la borsa per assicurarsi che il rosso di casa non stia traslocando in modo coatto.
La Ciabattina che accoglie tutti gli ospiti smiagolante, mentre Calzetta, intuendo che l'orda di fan materializzatasi in corte sta proprio guardando lui cerca di farsi gatto di marmo per mimetizzarsi con il muretto. Alla fine non ha rilasciato autografi, ma vedendo una Stordita emozionata ed inzerbinata sulle scale pur di scattargli una foto ricordo si è lasciato grattare il sedere.
Son cose.
p.s. dai discorsi da pollaio è emerso palese un fatto: a noi donne piace l'uomo diretto, quello che non si perde in chiacchiere e che non gira intorno ad un concetto. Meglio un crudo "ti tromberei" che tante parole per dire la stessa cosa. Insomma una donna si conquista con un sms asciutto, non con due perchè in uno non riesci a riassumere tutto.

Postato da: calzinospaiato alle 11:58 | link | commenti (12) |
it s a good day

lunedì, 29 giugno 2009
La calata dei pavesi e non

Civico 33 sovraffollato. Cosa ci fanno due bambini che scorazzano per il salotto, un papà distrutto addormentato sul divano seduta stante, una mamma che emozionata rivede la Ciabattina e la trova in ottima forma (sfondata), un architetto che guarda i cartoni animati, una romana sul balcone che ammira il paese di cui tante volte ho parlato ed una pavese sdraiata sulle scale che onorata accarezza il sedere di Calzetta? Semplice, una delegazione di bloggheristi/flickeriani – in ordine sparso famiglia Migonolocolprof al gran completo, la Stordita Viviana, Bioro e Wozz - sono calati in quel del lago. E casa Spaiata era solo la seconda tappa per dimostrare alla Calzafan più sfegatata che il rosso esiste davvero in tutta la sua pelliccia. Prima una gita a Villa Taranto (un’ideona sotto il sole cocente) e dopo una pizzata tutti insieme. Decisamente da ripetere, ma soprattutto, perché non l’abbiamo fatto prima?

Postato da: calzinospaiato alle 09:35 | link | commenti (4) |
it s a good day

venerdì, 29 maggio 2009
Ci facciamo sempre conoscere

Casa Spaiata ha vista lago e vista supermegavillaindecadenza. Preferisco la prima, ma verso la seconda sono incuriosita perché finalmente è abitata da famiglia con bambina e gatto. La leggenda vuole che sia del Tronchetti Provera e che la presti a manager in pensione, di fatto nessuno sa chi ne sia proprietario e gli abitanti vanno e vengono. Tornando dal circolo coi gelati ci passo spesso accanto e l’altra sera, prima ho rischiato l’infarto perché la Tarzanbambina mi è piombata a tradimento sulle spalle dalla siepe e poi ho fatto conoscenza col resto della famiglia.
Spaiata: ahhhhhhhhhh.
Signora: scusi sa, ma la bambina sta imparando a scavalcare la siepe.
Spaiata: eccerto, può sempre tornare utile.
Tarzanbambina arrampicata ad una pianta: quello lì è il mio gatto, si chiama Pepe.
Spaiata: bel gattone. Anch’io ne ho due.
Signora: tanti gironzolano dalle nostre parti. Pensi che stasera un rosso bello paffuto era sul balcone che studiava come arrivare ai crocchini in cucina.
Spaiata: ehm, rosso, cotonato… è il mio. Calzetta.
Tarzanbambina: ah, è bello da matti il tuo gatto.
Spaiata: ora mi spiego perché non tornava a casa. Faceva il mendigatto nelle case altrui.
Signora: ne abbiamo anche uno che fa freeclimbing sulle palme per cacciare i merli. Mi è cascato quasi in testa mentre cenavo.
E nella testa Spaiata si fa largo l’idea che si tratti dell’altra gatta di proprietà.
Spaiata: colore?
Tarzanbambina: tigrato grigio con sfumature rosse e grassottello.
Spaiata: temo sia la mia gatta. Mi spiace.
Signora: oh, non si preoccupi, son simpatici, girano in coppia come i carabinieri.
Spaiata: ….
Signora: se non li trova venga qua, magari anche a bere un caffè.
Et voilà, non c’è come avere due gatti invadenti per fare nuove conoscenze.

Postato da: calzinospaiato alle 16:52 | link | commenti (5) |
casa calzino

giovedì, 28 maggio 2009
2. spegnere il forno fino a settembre

E’ cosa nota ai più. Alla sottoscritta quando comincia il caldo parte la brocca. Mettiamo il caso che mi vengano in mente due idee. Una luminosa, geniale, da gran soddisfazione, l’altra sconclusionata, campata per aria e per la quale porterò appresso gli strascichi a mò di zavorra per i mesi a venire. Normalmente seguirei la prima, ma con il caldo che mi ottenebra il neurone opto convinta per la seconda. La teoria è applicabile in tutti i campi. Semplicemente spazia colpendo a casaccio. L’ultimo esempio ieri sera. Potevo fare una spettacolare pasta fredda con pomodori, basilico, mozzarella e capperi ed invece ho armeggiato col forno per fare i muffin alle erbe. Pessima idea. Pessima scelta. Specie avendo la voglia di cucinare ridotta ad una presina ottenendo così dei muffin buoni per fabbricarci un’arma impropria. Alla fine l’idea luminosa l’ha avuta l’uomo telefonando alla pizzeria che consegna a domicilio.

Postato da: calzinospaiato alle 17:34 | link | commenti (5) |
cucina spaiata creativa

mercoledì, 27 maggio 2009
Al voto, al voto

Si sceglie il sindaco al paesino. Il secondo da quando siamo arrivati quassù, il primo se consideriamo che la volta scorsa siamo andati alla cieca essendo residenti da pochi mesi. Questa volta mi sono documentata, ormai del paese mi ci sento e, come tale, pretendo un buon sindaco. A prescindere dallo schieramento. Nelle piccole realtà conta la persona che hai pesato in tempi non sospetti e non durante la follia elettorale collettiva. Nelle ultime due settimane sto assistendo a strane magie che nemmeno Houdinì. Si materializzano cestini ed arredo urbano di varia natura, si autopuliscono i tombini da anni intasati, compare la segnaletica latitante, si sparpagliano promesse a la qualunque a seconda di dove risiedi. Almeno due candidati hanno promesso di rifare la mia via dimenticata da tutti - dallo spazzino allo spazzaneve - riportandola all’antico splendore. Tutti pronti a darti consigli non richiesti ed a risolverti problemi come fossero i loro pur di tirarti per la giacchetta, anzi, col caldo che fa, per la canotta. Vivaddio, un’idea chiara me l’ero già fatta tempo fa ed il sindaco che vorrei di promesse gratuite non me ne ha fatte, si è attenuto al suo programma. Una persona seria.
 

Postato da: calzinospaiato alle 16:17 | link | commenti (2) |
varie ed eventuali

giovedì, 21 maggio 2009
1. tacere

Non riesco a non condividere. Sull’onda dell’entusiasmo delle scoperte spaiate, io condivido, condivido, condivido e mentre continuo a condividere m’incasino da sola. E’ successo quando ho illustrato ai miei le potenzialità di una macchina fotografica digitale e da allora scarico foto (loro) ogni tre per due. Perché l’utilità l’hanno subito afferrata, l’utilizzo invece no. Ora mi si ritorce contro pure skype. Da quando l’Originale (leggi: papà con stesso dna) lo ha scoperto grazie alla sottoscritta è praticamente sempre online pronto a chiamarmi. Una cosa piacevolissima se si fermasse alle chiacchiere tra noi del dopocena. Il genitore - e da qualcuno devo aver preso - si è spinto oltre condividendo anche con gli zii che volontariamente non frequento. Portandosi da loro tutto l'ambaradam mi ha propinato a tradimento una videochiamata imbarazzante. Di quelle che prenderesti il genitore a mazzate, ma non puoi perché hai tutti i faccioni muti dei parenti che ti scrutano. In separata sede, urge un pistolotto delle cose da evitare se vuole arrivare incolume a sessant’anni e magari imparare a tacere.

Postato da: calzinospaiato alle 18:52 | link | commenti (6) |
ops i did it again